Il Tocco della Luna

L’immagine che ho scelto per il logo rappresenta la mano di una fata che tende verso la Luna e delle foglie di fiore di loto. In questo approfondimento vorrei spiegarvi il significato di questi elementi ed il perché li ho voluti per rappresentare la mia erboristeria.

La  LUNA

 

Gli antichi intuivano l’importanza della Luna per la vita sulla Terra.

La Luna rappresenta il Principio Femminile (o Principio Lunare), la dolcezza, le emozioni, la sensibilità, l’intuizione, i sogni, la ciclicità, la memoria. E’ la Dea Madre, il principio ricettivo che provvede e protegge. E’ compagna del Sole: la sua luce pallida ed eterea ben rappresenta la dolcezza e la sensibilità della donna. Fin dai tempi più antichi la Luna è connessa alla fertilità, con il suo ciclo astronomico che richiama il ciclo mestruale femminile. E’ sorgente dello spirito creativo: fu osservato che l’energia creativa assume forme diverse durante il ciclo femminile. La Luna è strettamente collegata all’elemento Acqua, governa le maree, influenza l’apparato lacrimale e la mutazione dei liquidi.

I suoi raggi, a differenza di quelli solari, penetrano diversi centimetri nel terreno stimolando la germinazione dei semi. La Luna e le sue fasi (crescita, pienezza, decrescita e l’assenza) rappresentano un archetipo complesso e ricco, il simbolo di tutto ciò che è ciclico, di tutto ciò che è vita e che per natura ha un ritmo che si ripete come il nostro respiro. Non esiste nulla che sia vivo in natura che non obbedisca alla legge del ciclo.

La Luna è espressione dell’Anima dell’individuo, è così lontana, come le persone che amiamo e non sono più con noi, è possibile con l’amore raggiungerla ed accarezzarla, toccare la Luna è raggiungere con l’amore le persone e le cose che amiamo

La  FATA

 

Il termine Fata (lat. “fatum”) può avere il significato “di essere capace di predire o cambiare il futuro”; oppure “compagna dei fauni”. La Fata è un essere dotato di poteri magici, in un istante esaudisce i desideri più ambiziosi; rappresenta la capacità umana di immaginare quei progetti che per vari motivi non si sono mai realizzati. Nell’immaginario medievale la Fata rimane considerata la sublimazione della magia amorosa e dell’erotismo. La danza delle Fate è il simbolo universale della liberazione dalle limitazioni della materia, è la manifestazione della vita spirituale e dell’ordine cosmico, dell’armonia dei cicli della Natura.

Nel folklore sono raffigurate come persone di sesso femminile, dotate di ali e di poteri magici per cambiare le stagioni, il tempo e gli avvenimenti. Ogni Fata può essere originata dal Fuoco, dall’Aria, dall’Acqua o dalla Terra; traendo la loro essenza e le loro caratteristiche da elementi naturali, le Fate contengono entrambe le componenti della natura: dolce e crudele, triste e gioiosa. Esse possono produrre la più dolce brezza come il più violento uragano. Sono concentrati di energia, sono emanazioni della forza della Natura e non hanno forme stabili. Possono assumere un aspetto o l’altro a seconda del luogo o del momento, o a seconda del sentimento umano di chi sta accanto a loro. Possono essere splendide sfere di luce di vari colori che vanno dal bianco all’azzurro, al violetto con sfumature oro o argento.

Colore  VIOLA

 

Colore mistico per eccellenza, è abbinato al settimo Chakra SAHASRARA, localizzato al vertice del capo, le cui funzioni sono la comprensione e la trascendenza.  Il Viola accentua la parte emotiva dell’individuo, stimola il desiderio di avere un legame, fisico ed emotivo molto intenso con la persona amata. Questo colore accresce la creatività artistica e la fantasia inibendo, l’eccesso di razionalità.

Si trova all’estremo limite della gamma dei colori visibili, nasce dalla mescolanza di rosso e blu, è il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero e della magia. Colore tradizionale della mistica, della spiritualità ma anche della fascinazione erotica, il Viola indica l’unione degli opposti. E’ utilizzato per richiedere energia, potere e protezione. E’ eccellente per la meditazione profonda, per liberare la mente da ogni attività e per ottenere una migliore visione interiore di sé. Il Viola è il colore di Nettuno e dei Pesci, è anche uno dei colori di Giove e del Sagittario.

Colore  VERDE

 

Il verde è il colore della Natura, della vegetazione, della rinascita primaverile e della vita stessa, dell’equilibrio, tranquillità, serenità e speranza. E’ la natura che ci indica il significato del verde: è il colore principe della primavera, è simbolo di rinnovamento, di forza e di solidità: verde è il gambo che regge il fiore. Nelle sue diverse tonalità questo colore accompagna il trascorrere della primavera e dell’estate, periodi in cui la terra si rinnova. Collocato esattamente al centro nello spettro luminoso, a fare da spartiacque tra i toni freddi e quelli caldi, è il colore più equilibrato che ci sia.

Lo si suggerisce nelle situazioni di agitazione emotiva e psichica, nelle “ricerche” di autorealizzazione e autostima. Il verde promuove il benessere generale dell’organismo, aumenta la sua vitalità e ripristina l’equilibrio delle sue funzioni.  Il verde è associato a Venere, dea dell’amore e della fertilità.

Il  FIORE di LOTO

 

Il bocciolo chiuso che si apre la strada dal torbido abisso per schiudersi in un meraviglioso mandala galleggiante sulla superficie dell’acqua fa di questo fiore un degno simbolo di individuazione, e un’allegoria della creazione del mondo. Il fiore di loto, pur nascendo dal limo e dalla fanghiglia spesso maleodorante, emerge dagli stagni e dalle paludi con colori e profumi sublimi; così facendo si innalza, si purifica, dal Basso all’Alto, dal fango al cielo. E’ singolare che un tale fiore immacolato, semplice ed elegante, nasca dal fango.

Questo dualismo richiama la contrapposizione Sole e Luna, principio maschile e quello femminile, giorno e notte, veglia e sonno, purezza e putrefazione, profumo immacolato e fetido marciume. Per questo è uno dei simboli più utilizzati dal Tantrismo per rappresentare l’unione degli opposti e quindi anche l’unione mistica sessuale. Il fiore di loto prende nutrimento dalla putrefazione dei fondali, dalla decomposizione, dalla decadenza, dalla morte, ma poi sorge, pulito, perfetto e vitale sulla superficie dell’acqua: procede dalla morte alla vita. Trascorre poi placido le sue giornate al sole in tranquillità finché non affonda rapidamente in silenzio raggiungendo il fondale fangoso che lo aveva generato e qui contribuisce con la sua sostanza organica ad arricchire il terreno nutrendo se stesso, e chiudendo così il ciclo che dalla vita riconduce alla morte.

Gli egizi consideravano il Loto come il più sacro dei fiori, mentre gli indù paragonano il suo sbocciare allo schiudersi dell’Uovo del Mondo e lo considerano un simbolo di armonia cosmica.

Il fiore di loto raccoglie in sé le quattro essenze universali: la Terra del fondale che lo nutre e ne rende resistente lo stelo; l’Acqua è vitale ed è l’ambiente che lo sostiene e lo culla; emerge poi in superficie spandendo il suo profumo nell’Aria; ed infine ricorda il Fuoco con la forma del suo fiore dai petali come fiamme protese verso l’alto.

Il suo fiore aperto è simile ad un calice, il sacro e femminile Graal che accoglie e contiene; quando è chiuso diviene simbolo maschile di fecondazione, di penetrante vitalità e di energia. Il boccio chiuso che esce dalla superficie dell’acqua degli stagni è come un sacro “lingam”, un roccioso “menhir”, un emblema del principio universale maschile. Poi, quando lentamente si aprono a spirale i suoi petali uno dopo l’altro ed il fiore si allarga galleggiando sull’acqua, diventa un femminile ricettacolo, un accogliente e sacro contenitore. Segue quindi il ritmo circadiano in un’alterna e divina complementarietà: durante il giorno è solare, maschile, nella sua forma aperta femminile; durante la notte il bocciolo chiuso è lunare e femminile, nella sua forma maschile galleggiante sullo stagno, specchio del cielo e delle stelle.