MITI e RITI

I miti sono uno strumento di comprensione.

Il pensiero analogico, attraverso il linguaggio simbolico, diede vita alle religioni e ai miti, con il suo strumento operativo: il rito.

I ritI permettono all’uomo di avvicinarsi alle oscure potenze della creazione e di entrare nella stessa vibrazione delle leggi cosmiche.

 

I Miti e la loro qualità terapeutica

Ritroviamo figure archetipiche nei miti, nelle favole, nei sogni e formano, tutti insieme, la memoria dell’umanità.

Le qualità terapeutiche del racconto mitico mettono l’essere umano a contatto con gli dei, simboli della propria energia psichica e lo aiutano a fare scelte e determinare destini.

Per le donne molti studiosi hanno sottolineato la centralità dell’archetipo della Grande Madre, creatrice universale. La maternità rappresenta un’esperienza primaria che getta le basi di ogni futura esistenza psichica, in quanto ognuno di noi fa i conti con l’archetipo materno in primo luogo come figlio. Inoltre l’archetipo costituisce il fondamento del “complesso materno” che nella più antica psicopatologia riconosce la madre come parte attiva nell’insorgenza di problemi e disturbi.

 

MITOLOGIA


ACQUA

Pochi temi coinvolgono tutti così in profondità come quello dell’acqua. Non stupisce quindi che l’acqua connoti tradizioni, credenze, miti e riti di ogni tempo e di ogni angolo del pianeta; che l’acqua e la sua simbologia abbiano dato vita a un ricco e variegato mondo immaginifico popolato di divinità, miti, leggende, luoghi sacri e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento e la sua centralità nella vita dell’uomo.

Molte sono le leggende greche e latine di persone trasformate in fonti purificatrici e molte sono le fonti oggetto di culto e/o dotate del potere di risanare gli infermi.

Tutt’oggi  sono molteplici i culti di salute legati alle acque sorgive in una vasta area che va dall’Estremo Oriente (l’immersione nel fiume Gange) all’Occidente cristiano (l’acqua di Lourdes).

Nei miti celtici, calderoni, pentole e calici magici che donano immortalità sono rinvenuti in fondo al mare o ai laghi.

Dal mare sorge il babilonese uomo-pesce Oannes che insegna agli uomini la scrittura e l’astrologia.

 

Purificazione e rinascita

E’ soprattutto per le capacità purificatrici e rigenerative che l’acqua ha una presenza rilevante nei miti ed in quasi tutti i rituali religiosi.

Aspersioni e immersioni permettono all’uomo di liberarsi dai peccati commessi e di iniziare così una nuova vita o una nuova e più evoluta fase dell’esistenza. Così è con il Battesimo (dal greco “baptein” immergere, lavare) per i cristiani; con il Mikvé (una piscina d’acqua piovana in cui bisognava immergersi nudi) nell’antico rito ebraico (necessario ancora oggi per coloro che si convertono all’ebraismo); con il bagno nel Gange per gli induisti e con le abluzioni (1).  prima della preghiera per Ebrei e Musulmani.

Poiché i miti della creazione di tanti popoli fanno emergere la terra dalle acque, poiché ogni bambino esce dalle acque amniotiche per vedere la luce, così l’emersione, che segue ad un immersione, ripete simbolicamente ogni volta un processo di rinascita.

 

(1). L’abluzione è un lavaggio rituale a scopo di purificazione spirituale

 

Diluvio universale

Simili riti di purificazione si ritrovano anche nella religione romana e italica in cui sono frequenti le cerimonie di lustrazione che avevano lo scopo di purificare persone e luoghi fisici attraverso l’aspersione di acqua.

Tra gli esempi più vivi di questa concezione c’è quello del diluvio universale rintracciabile in moltissime civiltà antiche. Il diluvio, ossia la distruzione di ogni forma di vita impura attraverso l’acqua, nasce dall’ira del Dio che decide di dare vita ad un nuovo mondo. E’ un motivo presente nella tradizione orale e scritta di moltissime comunità mondiali, anche tra loro lontane, che ha fatto pensare al ricordo di un cataclisma risalente alla fine dell’ultima glaciazione quando i mari si innalzarono distruggendo molte località costiere, ma che certamente ha anche un significato simbolico.

Nella mitologia sumera il diluvio è inteso come l’evento sacro che divide il tempo in ante-diluviale e post-diluviale.

La mitologia maya utilizza tre diluvi per distinguere quattro ere del mondo, vissute da quattro diverse umanità.

La tradizione letteraria greca presenta il mito di Deucalione e Pirra, unici superstiti di un diluvio universale mandato da Zeus per punire la malvagità degli uomini.

Anche la tradizione ebraica attribuisce la causa del diluvio alla cattiveria degli uomini e racconta il cataclisma nella Bibbia (libro I della Genesi): Dio decide di punire l’umanità ed elegge a continuatori della stirpe umana Noè ed i suoi figli. L’eletto che si salva è il simbolo dell’uomo rigenerato che dà inizio ad una vita totalmente nuova.

 

Degenerazione – generazione

È importante notare che le tradizioni più svariate insistono su un punto comune: la presentazione del ciclo degenerazione-generazione, sempre con la presenza dell’elemento acqueo, inteso come morte-vita.

La vita, dunque, si congiunge con la morte per dare origine ad una nuova vita. Tutta l’umanità deve passare attraverso la morte per rigenerarsi, così come nelle celebrazioni misteriche l’iniziato deve morire simbolicamente per poter rivivere in possesso delle autentiche qualità umane.

Anima” e “Acqua” hanno per l’appunto “esistenza insieme” per le valenze della Vita sin dai primordi. La Goccia sorse prima e la sua Umidità trapassò per prima l’”Oscuro”, la densa Materia.

L’elemento Acqua esprime nella mente dell’Essere il profondo senso di empatia e di compassione, colma l’intelletto continuamente di ispirazioni e rende la fantasia inventiva.

 

BELLEZZA


La dea della bellezza – Il mito di Afrodite

E’ la Dea greca dell’Amore, della bellezza e dell’arte. Afrodite corrisponde alla Venere dei romani, ed è considerata da tutti, divini e mortali, la più bella tra le Dee, la più irresistibile ed attraente.

Afrodite viene spesso rappresentata con uno specchio in mano. Lei si specchia e si piace, indipendentemente dall’altrui giudizio. Per questo anche nel mito più e più volte si scontra con la morale collettiva.

Non è che sia priva di etica come vorrebbero farci credere i suoi detrattori. L’etica di questa irresistibile Dea non è legata alla morale collettiva né tanto meno a quella religiosa, bensì al senso del suo valore personale. Lei vuole condurci ad esplorare il grande tema del rapporto con se stessi e la propria interiorità, in altre parole, il grado della nostra autostima.

La sua bellezza infatti è qualcosa che va ben al di là del concetto estetico.

 

Ogni volta in cui ci occupiamo della bellezza del nostro corpo e del nostro spirito, ostiamo esprimendoci creativamente, o stiamo lavorando per creare armonia intorno a noi…

Ogni volta che ci innamoriamo di una persona, di una cosa o di un momento…

Quando facciamo qualcosa che ci piace veramente e fino in fondo…

Nel momento in cui ci sentiamo di stare bene con noi stessi e di sprizzare amore da ogni poro della pelle, stiamo rendendo onore alla bella e sensuale Dea Venere-Afrodite.

 

L’Amore passionale

Lei rappresenta l’amore passionale: quella potenza che spinge un essere irresistibilmente verso un altro essere.

La dea Afrodite incarna proprio il principio del piacere fine a se stesso. Lei ama per il piacere di amare. A differenza di altre, sceglie ad uno ad uno i suoi amanti, non subendo mai le scelte altrui.

Lei non attrae per ciò che offre, come altre Dee e donne mortali più materne e compassionevoli, ma per ciò che è. Proprio questo suo essere se stessa fino in fondo produce la grande attrazione.

L’amore per Lei dunque può anche dare gioia agli altri, ma assolutamente non dipendenza.

Il vero significato a cui può condurci la “venerazione” per questa alchemica Dea dell’Amore, è lo scoprire se stessi riflessi in ciò che si ama, per poi ancor più amare se stessi, la vita, e l’amore.

 

RITI


Bagno di bellezza venusiano

Riempire la vasca da bagno con acqua appena calda. Coprire la superficie dell’acqua con petali freschi di rosa colore rosa, bianco e rosso.

Accendere uno o più incensi all’aroma di rosa ed una candela rosa, musica classica di violino.
Sciogliere i capelli sulle spalle, lasciando che accarezzino la pelle, entrare nell’acqua sentendo di essere una Venere che entra nel suo elemento naturale. Lasciarsi avvolgere dall’acqua, immergersi piacevolmente e completamente e sentire come ogni cellula del corpo e ogni pensiero diventano semplicemente belli.

Accarezzare le proprie gambe, le braccia, la pancia sentendo la setosità della pelle sotto le proprie dita e pensare a quanta bellezza vi sia in tutto questo.

Pensare a tutte le volte che si è state innamorate, all’emozione di quei momenti, alla bellezza della vita e all’arricchimento che l’amore porta con sé.

Stare in questi pensieri il più a lungo possibile, sentendo sempre più intensamente di essere belle.

Quando si sente di essere sufficientemente appagate da questo bagno di piacere e bellezza, uscire dalla vasca da bagno, lentamente e ritualmente, come una Venere che esce dalla spuma del mare, portarsi davanti allo specchio, ammirare il proprio corpo bagnato dall’acqua, con qualche petalo di rosa attaccato alla pelle

Completare il rito cospargendo la propria pelle con olio di rosa.

 

in continuo aggiornamento…

I consigli e i suggerimenti che troverete nel sito non vogliono sostituirsi in alcun modo al parere del medico curante

 Bibliografia 

 

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