ABBANDONO: Indice dei contenuti
Le 5 Ferite di Lise Bourbeau: Il Profilo del “Dipendente”
Rimedi di Emergenza: Fiori Australiani, di Bach e Psicophyt
La Guarigione Neurofisiologica e il Potere del Perdono
Pratica e Meditazione: Rituali per il Distacco
Libri e Risorse Consigliate
L‘Essenza dell’Abbandono: Oltre la Separazione
L’etimologia del termine abbandono (dal francese antico à ban doner) evoca l’atto di mettere a disposizione, lasciare in balìa di qualcuno o qualcosa. Nella vita affettiva, questo termine assume i contorni di un trauma che lacera il tessuto dell’anima: la rottura di una relazione, un divorzio, un lutto o l’allontanamento improvviso di una figura di riferimento.
È un’esperienza che abbiamo vissuto tutti: un genitore che lascia la famiglia, la perdita di un amico a quattro zampe, o un partner che decide di interrompere il cammino comune. In quel momento, il cuore sembra spezzarsi. La mente si popola di sentimenti contrastanti — rabbia, impotenza, senso di colpa, gelosia — e si perde in un labirinto di “perché” alla ricerca di spiegazioni razionali che non offrono mai vera pace.
La Visione Psicosomatica: Il Dolore come Messaggero
Secondo la visione di Riza Psicosomatica, l’abbandono non è solo un evento negativo, ma una “chiamata” dell’anima che ci spoglia dei nostri ruoli abituali.
Il Vuoto che Rigenera
Quando una persona cara ci lascia, si crea un vuoto. La nostra mente corre subito a riempirlo con i ricordi, i rimpianti o le colpe. Questo è l’errore fatale. Quel vuoto è prezioso: è lo spazio in cui l’anima può finalmente tornare a manifestarsi senza il filtro della relazione precedente. Il vuoto è necessario per ritrovare l’equilibrio. Esistiamo proprio nella misura in cui popoliamo quel vuoto con la nostra narrazione personale, smettendo di coincidere totalmente con l’altro.
Come Superare l’Abbandono: Accoglienza e Non-Resistenza
Uno degli ostacoli più grandi alla guarigione è la tendenza a coincidere con il proprio dolore. La chiave risiede nella capacità di non coincidere con l’esperienza vissuta.
Smettere di resistere: Il dolore nasce dal desiderio che le cose siano diverse da come sono. Opporsi al “divenire” e al fluire dei cambiamenti è un atto contro la vita stessa.
Evitare il rimuginio: Rimuginare su errori e rimpianti tende a cronicizzare il dolore. La mente crede che, analizzando il passato, possa trovare una soluzione, ma il passato è immutabile.
Accogliere il messaggio: Invece di respingere la sofferenza, dovremmo dirle: “In questo momento sento dolore, ti accolgo, dimmi il tuo messaggio, dimmi cosa sei venuto a fare qui da me”.
Il Tempo e la Funzione Purificatrice
La durata del dolore dipende unicamente dalla resistenza mentale all’accaduto. Permettere al dolore di occupare completamente la coscienza ha una funzione purificatrice, rinnovando l’individuo e offrendo un’occasione di rinascita. Il tempo aiuta solo se viene utilizzato per guardarsi dentro in profondità, ascoltando le emozioni senza emettere giudizi o cercare ossessivamente delle cause.
Nell’immaginario comune, il tempo è visto come un semplice “cerotto” (il tempo guarisce tutte le ferite). In una visione psicosomatica e trasformativa, invece, il tempo è lo spazio alchemico in cui avviene la purificazione. Non è il semplice scorrere dei giorni a guarirci, ma ciò che permettiamo al dolore di fare dentro di noi in quel lasso temporale.
Il Dolore come “Fuoco” Alchemico
Quando subiamo un abbandono, l’anima entra in uno stato di “nigredo”, una fase di oscurità necessaria. Il dolore che proviamo non è un errore del sistema, ma un fuoco purificatore. La sua funzione è quella di bruciare le vecchie identità: chi eravamo in funzione dell’altro, le nostre dipendenze, le proiezioni e le aspettative che avevamo riposto nel partner o nella situazione perduta.
Se cerchiamo di fuggire dal tempo del dolore (attraverso distrazioni, nuove relazioni immediate o farmaci presi senza un percorso), interrompiamo questo processo di combustione. Il risultato è che le “scorie” del vecchio rapporto rimangono dentro di noi, pronte a inquinare le esperienze future.
Il Silenzio e l’Ascolto
La purificazione richiede silenzio. Il tempo dell’abbandono è un invito a stare da soli, non per isolarsi nel rancore, ma per ascoltare i messaggi dell’inconscio. È in questo tempo sospeso che possiamo comprendere la nostra ferita originale: l’abbandono attuale è spesso solo un’eco di un vuoto più antico che oggi chiede finalmente di essere visto, accolto e integrato.
L’atteggiamento corretto: Smetti di contare i giorni e inizia a contare i momenti di presenza. Ogni volta che senti il dolore e non scappi, stai abbreviando il percorso di purificazione.
Le 5 Ferite di Lise Bourbeau: il Profilo del “Dipendente”
Ogni problema di ordine fisico o emotivo deriva da ferite originarie. L’abbandono porta con sé la maschera del “dipendente”.
Caratteristiche della Ferita da Abbandono:
La Maschera: Il “dipendente” cerca costantemente l’attenzione e il sostegno altrui. Teme la solitudine sopra ogni cosa.
Fisicità: Spesso il corpo è lungo, sottile, con spalle cadenti e una postura che sembra implorare sostegno.
Segnali di Guarigione: La ferita è in via di guarigione quando inizi a sentirti bene anche da solo, cerchi meno l’attenzione altrui e riesci a portare avanti progetti anche se gli altri non ti appoggiano.

Rimedi di Emergenza: Floriterapia e Supporti Naturali
Nel momento dello shock o del terrore per la perdita, la natura offre aiuti immediati per riequilibrare le emozioni.
Fiori Australiani (Bush Flowers)
EMERGENCY (Gocce o Spray): Un aiuto fondamentale per gestire l’angoscia e i momenti di paura. Ha un effetto immediato su fisico, mente ed emozioni.
Uso: 7 gocce sotto la lingua ogni ora o 2 spruzzi di spray orale al bisogno.
Essenze singole
ILLAWARRA FLAME TREE gocce: Utile quando ci si sente rifiutati.
TALL YELLOW TOP gocce: Per chi si sente isolato, alienato o profondamente solo.
FRINGED VIOLET gocce: Per superare lo shock dell’abbandono e riparare i “buchi” energetici causati dal trauma.
E’ possibile miscelare le Essenze:
In una bottiglietta con contagocce da 30 ml, versare ¾ d’acqua, ¼ di brandy (necessario per la conservazione) e 7 gocce per ogni Essenza Singola. Possono essere combinate più essenze contemporaneamente, ma si suggerisce di non associarne più di 4 o 5. Assumere poi 7 gocce mattina e sera della combinazione.
Fiori di Bach
FIVE FLOWER REMEDY (Rescue Remedy): Rimedio di pronto soccorso da portare sempre con sé. 4 gocce anche ogni 8-10 minuti nei momenti di crisi acuta.
HEATHER: Fortifica la persona, aiuta a non aver paura della solitudine e a smettere di “mangiare” per colmare il vuoto affettivo.
AGRIMONY: Dona il coraggio di essere se stessi, sbloccando le tensioni di chi nasconde il dolore dietro una maschera di allegria per paura di non essere accettato.
Estratti Floreali Psicophyt
PSICOPHYT REMEDY S.O.S. (A o B): Azione riequilibrante in caso di traumi e shock. Un tubetto al bisogno, da ripetere ogni 15 minuti se necessario.
PSICOPHYT REMEDY 6A e 6B: Specifico per la sindrome dell’abbandono, distacchi e divorzi. Un tubo dose due volte a settimana per un riequilibrio profondo.
La Guarigione Neurofisiologica: Riprogrammare il Cervello dopo il Trauma
Quando subiamo un abbandono, il nostro sistema nervoso entra in uno stato di iper-attivazione simpatica. Il cervello percepisce la fine di una relazione come una minaccia alla sopravvivenza biologica (per i nostri antenati, l’esclusione dal gruppo significava morte certa). Questo si traduce in una produzione costante di cortisolo e adrenalina, che alla lunga “intossicano” l’organismo.
La Plasticità Neurale: creare nuovi sentieri
Guarire significa attivare la plasticità neurale. Il rimuginio continuo crea dei “solchi” nel cervello, circuiti sinaptici che ci costringono a rivivere il trauma all’infinito.
La via biochimica: Per uscirne, dobbiamo stimolare la produzione di ossitocina e dopamina attraverso piccoli atti di cura verso noi stessi e la meditazione.
Coerenza Cardiaca: Come suggerito dall’Anatomia della Guarigione, il cuore invia al cervello più segnali di quanti ne riceva. Imparare a respirare con il cuore (ritmo calmo e regolare) segnala al sistema nervoso che “il pericolo è passato“, permettendo alle aree prefrontali del cervello di riprendere il controllo sulle emozioni reattive dell’amigdala.
Il Potere del Perdono: un Salto di Specie
Il perdono è spesso frainteso come un atto di debolezza o di accondiscendenza verso chi ci ha ferito. Nella medicina integrata, il perdono è invece considerato un “salto di coscienza“ che modifica la biologia di chi lo pratica.
Perdono Cognitivo vs Perdono Cellulare
Esistono due livelli di perdono che dobbiamo distinguere per non cadere in una guarigione superficiale:
Perdono Cognitivo (Mentale): È quando decidiamo razionalmente di non voler più odiare. È un primo passo necessario, ma spesso la ferita continua a “bruciare” nel corpo.
Perdono Cellulare (Alchemico): È il rilascio totale della memoria traumatica dai tessuti. Avviene quando smettiamo di vedere l’altro come un “carnefice” e iniziamo a vederlo come un “attore” che ha interpretato un ruolo nel teatro della nostra evoluzione.
Perché il Risentimento ci Ammala?
Mantenere il rancore equivale a bere un veleno sperando che muoia l’altra persona. Il risentimento mantiene attivo lo stato di infiammazione cronica di basso grado. Il perdono agisce come un potente antinfiammatorio naturale:
Abbassa la pressione arteriosa.
Rafforza il sistema immunitario (aumentando la produzione di immunoglobuline).
Migliora la qualità del sonno, interrompendo il circolo vizioso dei pensieri notturni.
Il Perdono Genealogico
Spesso l’abbandono che subiamo oggi è la ripetizione di un modello familiare (una madre abbandonata, un nonno assente). Perdonare il partner attuale significa spesso dover perdonare, a ritroso, le figure del nostro albero genealogico. Solo così si scioglie il “vincolo” e si trasforma in “dono” (per-dono), liberando le generazioni future dallo stesso destino.
La chiave della libertà: Perdonare significa riprendersi tutta l’energia che avevamo investito nel conflitto. Quell’energia torna a nostra disposizione per creare il “nuovo”, per guarire le cellule e per tornare ad amare senza il filtro della paura.
Pratica e Meditazione: Rituali per il Distacco
In un contesto tranquillo, meglio se in mezzo alla natura o prima di dormire, seduto con la colonna vertebrale eretta, ascolta il tuo respiro.
Frasi da ripetere (Formula Psichica):
“Non esiste né l’avvicinarsi, né il separarsi. Esiste solamente il piacere dello spazio dinamico. Prometto sempre di essere amato incondizionatamente. Senza paura.”
Tratto da un Video di Selene Calloni Williams
Il potere del cuore e della fede deve prevalere sulla paura della mente e sul suo bisogno di analizzare e controllare gli eventi.
Anche un libro o un audio corso può essere un aiuto nei momenti difficili…
ANATOMIA della GUARIGIONE
I sette principi della nuova medicina integrata di Erica Francesca Poli Alla luce delle più recenti ricerche di neurofisiologia e fisica quantistica, questo libro esplica i sette principi della potente interazione tra psiche e corpo nei processi di guarigione. Una guida scientifica e umana per accendere gli interruttori della riparazione della sofferenza.
IL VALORE DEL PERDONO (Videocorso Digitale)
Per vincolo o per dono: il perdono come catalizzatore di guarigione Oggi le neuroscienze confermano che il perdono è un processo alchemico capace di trasformare persino la fisiologia. Questo corso chiarisce la vera natura del perdono come salto di coscienza e fornisce tecniche pratiche (fisiche, genealogiche e coscienziali).
LE 5 FERITE E COME GUARIRLE
Rifiuto, Abbandono, Ingiustizia, Umiliazione e Tradimento di Lise Bourbeau Un manuale pratico che descrive le maschere che abbiamo sviluppato per non sentire le ferite dell’infanzia. Identificare la maschera del “dipendente” è il primo passo per smettere di essere vittime e diventare finalmente se stessi.
NESSUNA FERITA È PER SEMPRE
Crediamo di essere condannati a un destino ingrato per via dei nostri traumi. Raffaele Morelli ci insegna che mentre pensiamo alle delusioni, perdiamo di vista il processo creativo che continua a produrre la nostra unicità. Un libro per chi vuole smettere di lamentarsi e riscoprire le forze provvidenziali che ci abitano.
AMORE: IL POTERE DELL’ACCETTAZIONE
di Lise Bourbeau L’arma terapeutica descritta è la dinamica dell’accettazione. È un metodo per leggere diversamente gli eventi difficili (malattia, morte, perdita) scoprendo le infinite sfaccettature dell’Amore e risolvendo i conflitti quotidiani.
Conclusione
Mostrare la ferita è il primo passo verso la leggerezza e la cura di sé. È un atto di responsabilità verso la propria anima. I cambiamenti avvengono per farci cambiare percorso e l’esperienza dolorosa, se accolta, diventa l’opportunità per far entrare il “nuovo” e il “bello” nonostante tutto.
in continuo aggiornamento…
I consigli e i suggerimenti che troverete nel sito non vogliono sostituirsi in alcun modo al parere del medico curante











